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venerdì 28 agosto 2009
girls
alle
18:32
Etichette:
ahi vida,
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bologna,
corpi,
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è sempre amore,
ghignate,
lets party,
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spritz
mercoledì 17 giugno 2009
waiting for
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giovedì 11 giugno 2009
mercoledì 10 giugno 2009
io e la sere!
giovedì 30 aprile 2009
martedì 20 gennaio 2009
la mia negrona preferita!
a mi mancano anche le due bestioline, non le vedo da due anni, davvero troppo!
domenica 12 ottobre 2008
il riposo del guerriero
non che in effetti abbia affrontato epiche battaglie, ma mi sento sempre un po' un guerriero, forse perchè mi piace la parola.. comincia anch per g!
sottigliezze a parte, mi sento proprio riposata.
il venerdì sera non è stato dei più tranquilli (mi ricordassi di mangiare ogni tanto sarebbe meglio) e il risvglio del sabato neanche: ho dormito bene, ma la botta in testa mi disturbava un po'. è successo che quando sono rientrata john ha fatto il grosso errore di chiamarmi dalla camera, io stavo cercando di fare piano.. ma visto che non svegliavo nessuno un solo pensiero (non che di solito ci sia troppo traffico cerebrale in queste situazioni) ha attraversato la mia mente: lets party! cerco sempre un motivo per non lasciar finire le serate, già la ste ci aveva messo un po' a sbattermi giù dalla macchina! visto che non si alzava non mi è rimasto che piazzarmi nel suo letto, dopo un breve tafferuglio sono volata giù, e la mia fronte è rimbalzata sul comodino. fortunatamente già oggi fa meno male e non mi pare ci siano bozzi multicolori con cui sfodrare il mio jour del lundì in ufficio.
sabato mattina mi sono fatta la mia colazione dei campioni, mi manca il resto della settimana.. ma non se ne parla proprio di alzarmi prima del minimo indispensabile e le uova di fretta non si gustano proprio, me le godo il w-end.
dopo un po' di cazzeggio casalingo john mi ha invitato a fare un giro in bici. ho optato per un pisolo sul divano. oltretutto perchè la mia bici è bucata e la sfida roller contro bici non era contemplabile.
un'ora di sonno sul divano con non so quante fasi rem, bello, mi è sembrata un'altra piccola notte.. sarà che non mi concedo mai i pisolini pomeridiani, forse è solo che non ci sono abituata.
devo uscire: per forza supermercato e altre pippe del genere.
provvidenziale lo stordimento che mi fa dimenticare il telefono a casa, così mi godo i miei giri in solitudine. mentre guido canto e ripenso a quel cretino che ha tanto insisitito per avere il mio numero. mi sembrava evidente che non avessimo un granchè da spartire, quel mezzo giro della settimana scorsa non ha voluto dire niente per entrambi, mi sembrava ovvio, quindi quando mi ha detto dopo l'aperitivo "ci sentiamo dopo?" io ho risposto "cosa ci sentiamo a fare?" (riri versione light). arrabatta qualche cosa sui programmi per la serata, io "non hai risposto alla mia domanda" (riri versione ultraligh). non si scoraggia: alla fine manda messaggi, io rispondo a uno, poi arriva il messaggio che mi fa definitivamente incazzare. ovviamente più tardi l'ho beccato per caso e avrei preferito di no, fa niente.
mi faccio sempre coinvolgere da qualsiasi cosa, qui proprio no, bello il sano che mi frega. me la canto.
torno un paio d'ore dopo con un sacco di borse e un dvd.
riesco a far le 5 anche da sola in casa, senza neanche tirare fuori i miei lavorini!
oggi è domenica. altra colazione dei campioni, oggi c'erano anche le arance, la spremuta mi era mancata in questi mesi.
a svegliarmi è stato il telefono che vibrava sul davanzale: ho dimenticato di spegnerlo, muto lo è da venerdì credo. non sono corsa a rispondere (anche perchè corsa si concilia poco con i miei risvegli) ma ormai il sogno non riuscivo a riagganciarlo - cazzo - quindi dopo un po' ho messo il mio corpo in posizione verticale e sono andata a vedere chi ringraziare: lui.
che cazzo vuole sempre di domenica "mattina"?
mentre rigiro scrupolosamente la pancetta ricomincia a vibrare (la vibrazione che tollero di meno), la mia curiosità ha la meglio: ci dobbiamo vedere perchè magari io ho dei libri e dei film che servono alla tipa che dorme ora nel MIO LETTO, a cui ha affittato la NOSTRA CAMERA per qualche mese visto che lui casa la usa poco perchè sta sempre dalla sua nuova fiamma, visto che io da stronza me ne sono andata lasciandolo lì con tutto l'affitto da pagare da solo. mi sembra un ottimo motivo per rompere il cazzo di domenica mattina... non ho avuto neanche palle di controbattere, ci dobbiamo sentire domani: sicuramente dopo il lunedì lavorativo riuscirò a esternare meglio la mia visione delle cose.
a farmi passare lo scazzo ci metto un paio d'ore e un paio di telefonate con la mia amica di merda a parlare di niente mentre ognuna fa le sue cose. poi sono più allegra. riesco anche a portare a termine l'unica missione in programma per la giornata: rendere i miei capelli un po' più scuri, un po' meno rossi un po' più viola.
alle otto in preda a un guizzo di iperattivismo contro ogni previsione esco di casa, cenetta e un po' di vita sociale, poca ma alla fine anche troppa rispetto ai miei piani per oggi. sono stata bene, forse ci voleva.
alle 11 sono già di nuovo sul mio divano. trovo un messaggio del mio lupo mannaro che mi fa sorridere, chiamiamola buonanotte..
adesso sarebbe l'una, se in questo preciso momento mi alzassi da qui per dirigermi verso il letto, ci arriverei minimo fra 20 minuti, non perchè sia nell'ala opposta del palazzo, ma questi tre metri quando li percorro in quella direzione subiscono sempre una dilatazione temporale. 20 minuti + il libro significa almeno le due, ma ovviamente non mi sto alzando in questo preciso momento.. sto ancora valutando che tisana farmi e alla tv uno dei miei telefilm preferiti e munich - che è ovviamente meglio ma l'ho già visto più volte e poi mi intristisce - per riempire le pubblicità.
sono proprio incorreggibile..
sottigliezze a parte, mi sento proprio riposata.
il venerdì sera non è stato dei più tranquilli (mi ricordassi di mangiare ogni tanto sarebbe meglio) e il risvglio del sabato neanche: ho dormito bene, ma la botta in testa mi disturbava un po'. è successo che quando sono rientrata john ha fatto il grosso errore di chiamarmi dalla camera, io stavo cercando di fare piano.. ma visto che non svegliavo nessuno un solo pensiero (non che di solito ci sia troppo traffico cerebrale in queste situazioni) ha attraversato la mia mente: lets party! cerco sempre un motivo per non lasciar finire le serate, già la ste ci aveva messo un po' a sbattermi giù dalla macchina! visto che non si alzava non mi è rimasto che piazzarmi nel suo letto, dopo un breve tafferuglio sono volata giù, e la mia fronte è rimbalzata sul comodino. fortunatamente già oggi fa meno male e non mi pare ci siano bozzi multicolori con cui sfodrare il mio jour del lundì in ufficio.
sabato mattina mi sono fatta la mia colazione dei campioni, mi manca il resto della settimana.. ma non se ne parla proprio di alzarmi prima del minimo indispensabile e le uova di fretta non si gustano proprio, me le godo il w-end.
dopo un po' di cazzeggio casalingo john mi ha invitato a fare un giro in bici. ho optato per un pisolo sul divano. oltretutto perchè la mia bici è bucata e la sfida roller contro bici non era contemplabile.
un'ora di sonno sul divano con non so quante fasi rem, bello, mi è sembrata un'altra piccola notte.. sarà che non mi concedo mai i pisolini pomeridiani, forse è solo che non ci sono abituata.
devo uscire: per forza supermercato e altre pippe del genere.
provvidenziale lo stordimento che mi fa dimenticare il telefono a casa, così mi godo i miei giri in solitudine. mentre guido canto e ripenso a quel cretino che ha tanto insisitito per avere il mio numero. mi sembrava evidente che non avessimo un granchè da spartire, quel mezzo giro della settimana scorsa non ha voluto dire niente per entrambi, mi sembrava ovvio, quindi quando mi ha detto dopo l'aperitivo "ci sentiamo dopo?" io ho risposto "cosa ci sentiamo a fare?" (riri versione light). arrabatta qualche cosa sui programmi per la serata, io "non hai risposto alla mia domanda" (riri versione ultraligh). non si scoraggia: alla fine manda messaggi, io rispondo a uno, poi arriva il messaggio che mi fa definitivamente incazzare. ovviamente più tardi l'ho beccato per caso e avrei preferito di no, fa niente.
mi faccio sempre coinvolgere da qualsiasi cosa, qui proprio no, bello il sano che mi frega. me la canto.
torno un paio d'ore dopo con un sacco di borse e un dvd.
riesco a far le 5 anche da sola in casa, senza neanche tirare fuori i miei lavorini!
a svegliarmi è stato il telefono che vibrava sul davanzale: ho dimenticato di spegnerlo, muto lo è da venerdì credo. non sono corsa a rispondere (anche perchè corsa si concilia poco con i miei risvegli) ma ormai il sogno non riuscivo a riagganciarlo - cazzo - quindi dopo un po' ho messo il mio corpo in posizione verticale e sono andata a vedere chi ringraziare: lui.
che cazzo vuole sempre di domenica "mattina"?
mentre rigiro scrupolosamente la pancetta ricomincia a vibrare (la vibrazione che tollero di meno), la mia curiosità ha la meglio: ci dobbiamo vedere perchè magari io ho dei libri e dei film che servono alla tipa che dorme ora nel MIO LETTO, a cui ha affittato la NOSTRA CAMERA per qualche mese visto che lui casa la usa poco perchè sta sempre dalla sua nuova fiamma, visto che io da stronza me ne sono andata lasciandolo lì con tutto l'affitto da pagare da solo. mi sembra un ottimo motivo per rompere il cazzo di domenica mattina... non ho avuto neanche palle di controbattere, ci dobbiamo sentire domani: sicuramente dopo il lunedì lavorativo riuscirò a esternare meglio la mia visione delle cose.
a farmi passare lo scazzo ci metto un paio d'ore e un paio di telefonate con la mia amica di merda a parlare di niente mentre ognuna fa le sue cose. poi sono più allegra. riesco anche a portare a termine l'unica missione in programma per la giornata: rendere i miei capelli un po' più scuri, un po' meno rossi un po' più viola.
alle otto in preda a un guizzo di iperattivismo contro ogni previsione esco di casa, cenetta e un po' di vita sociale, poca ma alla fine anche troppa rispetto ai miei piani per oggi. sono stata bene, forse ci voleva.
alle 11 sono già di nuovo sul mio divano. trovo un messaggio del mio lupo mannaro che mi fa sorridere, chiamiamola buonanotte..
adesso sarebbe l'una, se in questo preciso momento mi alzassi da qui per dirigermi verso il letto, ci arriverei minimo fra 20 minuti, non perchè sia nell'ala opposta del palazzo, ma questi tre metri quando li percorro in quella direzione subiscono sempre una dilatazione temporale. 20 minuti + il libro significa almeno le due, ma ovviamente non mi sto alzando in questo preciso momento.. sto ancora valutando che tisana farmi e alla tv uno dei miei telefilm preferiti e munich - che è ovviamente meglio ma l'ho già visto più volte e poi mi intristisce - per riempire le pubblicità.
sono proprio incorreggibile..
martedì 26 agosto 2008
ufficio in agosto.2
martedì 12 agosto 2008
the day after: il pentimento
io e la sere. poi anche stefano.
poi telefonate deliranti, l'ormone shackerato dall'alcol è pericolosissimo.. potevo fare di peggio (almeno sono stata divertente) e chiamare un'amica in effetti è il male minore.. ciò non toglie che oggi mi senta un'idiota. ma ci sta.
ho anche graffiato irrimediabilmente gli occhiali preferiti (cazzo). dev'essere successo quando ci è venuta la geniale idea di distenderci sull'asfalto in mezzo ai viali altezza porta saragozza. piccoli idioti crescono.
lunedì 4 agosto 2008
elogio dell'efficienza
a volte capita di cadere. a volte capita di ritrovarsi con gli amici a bere l'ultimo e fioccano svariati ultimissimi a ridere del trigono astrale del cazzo. io e marco con la bale e benz, che si sono degnati di lasciare il nido di aria confezionata solo per essermi vicini nel mio rientro a bologna dopo il viaggio della speranza. da mesi non prendevo il treno, molti mesi, ma visto il w-end da bollino rosso (adesso lo chiamano nero - io odio la tv) e visto che incrocio la mia coinquiina tipo un paio di volte la settimana, questa volta ho optato per le ferrovie dello stato.
l'andata non è stata male, il ritorno da panico. sarà che ero stanca e mi immaginavo già a farmi un significativo pisolino cullata dal sedile del regionale, che oltretutto è molto più comodo del dell'eurostar con microsedile ad alta promisquità e micropoggiatesta. il dondolio sulle rotaie mi concilia sempre il sonno, figuriamoci quando parto stanca, dopo una serata di festa, annessi e connessi, qualche ora di semisonno e un pomeriggio in baita spalmata qua e là cercando accuratamente di evitare il sole e di stare verticale il meno possibile. ho sempre la partenza a rilento, infatti quando finalmente ho trovato un passaggio per tornare a vittorio (pareva non ci fosse proprio verso di andarmene da lì) mi stavo giusto riprendendo.
il pisolino in treno era funzionale ad affrontare poi la serata in giro a bologna. quando arrivo a mestre scopro che hanno soppresso dei treni e il mio quando arriverà (con un ritardo di 40 minuti) fino a padova farà tutte le fermate. già mi prende male: la panchina di marmo del binario non mi culla per niente. comincio anche ad avere fame e odio il cibo delle stazioni, ogni volta faccio un giro davanti a quella vetrina piena di panini sperando che qualcosa mi ispiri, per dirigermi verso la cassa "un caffè".
prima di padova riesco a conquistare un posto nel delirio di un treno murato. nonostante tutto, mi sento già avanti.
quando a terme euganee il treno rimane fermo il mio ottimismo non ne può proprio davanti all'evidenza. rotto. scendo e fumo.
sto sempre in zona capotreno per origliare le sue telefonate e deduco che mi conviene il treno successivo.
il timore di rimanere a passare la notte sulla panchina di una stazione di provincia a guardare dietro la pensilina le insegne degli hotel a 2 stelle mi mette un po' a disagio, ma quelli li odio troppo. li guardo da fuori e tutti insieme sembrano ancora più brutti, decido che me la tento. non ho più margine di tolleranza per quella massa umana, e il mio uovo prossemico compresso sta per esplodere. di tutto il treno siamo rimaste giù solo io una signora (!). fatto bene: dopo 5 minuti arriva il treno, vuoto, completamente vuoto. coraggio premiato, mi sento un po' un eroe stanco.
arrivata a bologna è troppo tardi anche per farsi portare una pizza, quindi faccio l'errore di raggiungere gli altri al never. non sono l'unico eroe, momenti di gloria per tutti e troppe ghignate per andarmene in fretta!
ps: mi pregio di aggiungere un esempio di day after in ufficio arrivata da poco, altro che jour
(neanche dark)
l'andata non è stata male, il ritorno da panico. sarà che ero stanca e mi immaginavo già a farmi un significativo pisolino cullata dal sedile del regionale, che oltretutto è molto più comodo del dell'eurostar con microsedile ad alta promisquità e micropoggiatesta. il dondolio sulle rotaie mi concilia sempre il sonno, figuriamoci quando parto stanca, dopo una serata di festa, annessi e connessi, qualche ora di semisonno e un pomeriggio in baita spalmata qua e là cercando accuratamente di evitare il sole e di stare verticale il meno possibile. ho sempre la partenza a rilento, infatti quando finalmente ho trovato un passaggio per tornare a vittorio (pareva non ci fosse proprio verso di andarmene da lì) mi stavo giusto riprendendo.
il pisolino in treno era funzionale ad affrontare poi la serata in giro a bologna. quando arrivo a mestre scopro che hanno soppresso dei treni e il mio quando arriverà (con un ritardo di 40 minuti) fino a padova farà tutte le fermate. già mi prende male: la panchina di marmo del binario non mi culla per niente. comincio anche ad avere fame e odio il cibo delle stazioni, ogni volta faccio un giro davanti a quella vetrina piena di panini sperando che qualcosa mi ispiri, per dirigermi verso la cassa "un caffè".
prima di padova riesco a conquistare un posto nel delirio di un treno murato. nonostante tutto, mi sento già avanti.
quando a terme euganee il treno rimane fermo il mio ottimismo non ne può proprio davanti all'evidenza. rotto. scendo e fumo.
sto sempre in zona capotreno per origliare le sue telefonate e deduco che mi conviene il treno successivo.
il timore di rimanere a passare la notte sulla panchina di una stazione di provincia a guardare dietro la pensilina le insegne degli hotel a 2 stelle mi mette un po' a disagio, ma quelli li odio troppo. li guardo da fuori e tutti insieme sembrano ancora più brutti, decido che me la tento. non ho più margine di tolleranza per quella massa umana, e il mio uovo prossemico compresso sta per esplodere. di tutto il treno siamo rimaste giù solo io una signora (!). fatto bene: dopo 5 minuti arriva il treno, vuoto, completamente vuoto. coraggio premiato, mi sento un po' un eroe stanco.
arrivata a bologna è troppo tardi anche per farsi portare una pizza, quindi faccio l'errore di raggiungere gli altri al never. non sono l'unico eroe, momenti di gloria per tutti e troppe ghignate per andarmene in fretta!
ps: mi pregio di aggiungere un esempio di day after in ufficio arrivata da poco, altro che jour
(neanche dark)
giovedì 24 luglio 2008
delirio collettivo
ormai ai miei colleghi basta che dica "ma secondo voi." e già ridono o qualcuno completa la frase. la versione originale era: ma secondo voi... a me...che mi frega... è evidente che sono nel posto sbagliato al momento sbagliato... io dovrei essere sotto l'acqua, anzi.. neanche ci sono qui.
infatti è dura stare qui dentro con un capo pallato in pieno delirio di onnipotenza che adesso ha deciso che siamo degli incapaci e sistema tutto lui, visto che lavora da 40 anni nella pubblicità. quest'ultima di 40 anni nella pubblicità si pregia di ribadirla di continuo, la infila in ogni discorso. l'altra frase più gettonata è "facciamo il punto della situazione". almeno due punti al giorno.
punto
due punti
virgolette
il nulla.
proprio un piacere quotidiano.
ieri una pezza infinita durante la quale tentavo - con scarsi risultati - di inserirmi per dirgli una cosa, alla fine visto che non poteva continuare imperterrito il suo monologo, ha sbottato urlando. e io odio quando mi si urla inutilmente. riporto solo la conclusione:
lui - ma mi capisciiii? lo capisci quello che ti sto dicendoooo?
io - si, io ho capito, ma tu mi ascolti? hai capito cosa ti ho detto?
lui - si io HO CAPITOOO!
io: ok, allora bona.. ci siamo capiti. a posto così.
e mi sono rimessa a digitare.
sono bei momenti..
per fortuna che il delirio collettivo fa un po' bene anche agli altri, lascio una foto delle compagne di banco. :)
giovedì 5 giugno 2008
il buon non compleanno di emma
proprio un genio la mia amica: arrivare con fiori e champagne, e poi non era neanche il giorno giusto!
comunque è stata una serata divertente.
io sono tornata al mio ramadan, quei 18 giorni (quasi) senza bere mi hanno fatto bene. ce la si può fare anche qui.
per un martedì decisamente troppe bollicine!
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