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martedì 19 gennaio 2010
il mio amico del silenzio
venerdì 28 agosto 2009
girls
alle
18:32
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martedì 7 luglio 2009
venerdì 26 giugno 2009
traslocando
alle
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mercoledì 10 giugno 2009
io e la sere!
giovedì 30 aprile 2009
martedì 3 febbraio 2009
ahi vida....
i lutti lasciano sempre senza parole... anche quando potresti scrivere di altro.
vorrei domani essere lì con tutta la gente che ci sarà. a piantare quel cartello alle cave. credo che sarà quello il vero funerale, almeno per alcuni. molti.
vorrei domani essere lì con tutta la gente che ci sarà. a piantare quel cartello alle cave. credo che sarà quello il vero funerale, almeno per alcuni. molti.
mercoledì 28 gennaio 2009
tentazioni.3
sono nel bel mezzo di uno dei miei frangenti bilancia acuta!
c'è la vocina che mi spinge con violenza da una parte, mi dice di ascoltare le mie sensazioni e il mio lato vero e spirituale. i flash di me stessa immune alla forza di gravità che parlo con miracoli fluorescenti. la consapevolezza del bene che mi farebbe ritrovarmi un po', al posto di stare qui a perdermi fra aperitivi inutili e piccole evasioni.
dall'altra c'è il mio piede sempre agganciato, il senso di responsabilità e prudenza che urla a gran voce non è il momento, infatti non lo è, per niente. ma forse è proprio questo il senso. vedo attorno a me come le situazioni si possano sfasciare all'improvviso, e so che potrebbe succedere anche a me, che non è successo nella - così definita - prima tranche solo perchè era meno conveniente. si attiva l'ago successiovo della mia bilancia interiore, a suggerirmi un fatalismo che mi appartiene poco: forse sarebbe una svolta, ina scelta imposta che mi costringerebbe a mettermi in gioco e allontanarmi da una realtà che so appartenermi fino ad un certo punto. e l'evasione che mi tenta sembra allora una piccola cosa.
tic tac tic tac
c'è la vocina che mi spinge con violenza da una parte, mi dice di ascoltare le mie sensazioni e il mio lato vero e spirituale. i flash di me stessa immune alla forza di gravità che parlo con miracoli fluorescenti. la consapevolezza del bene che mi farebbe ritrovarmi un po', al posto di stare qui a perdermi fra aperitivi inutili e piccole evasioni.
dall'altra c'è il mio piede sempre agganciato, il senso di responsabilità e prudenza che urla a gran voce non è il momento, infatti non lo è, per niente. ma forse è proprio questo il senso. vedo attorno a me come le situazioni si possano sfasciare all'improvviso, e so che potrebbe succedere anche a me, che non è successo nella - così definita - prima tranche solo perchè era meno conveniente. si attiva l'ago successiovo della mia bilancia interiore, a suggerirmi un fatalismo che mi appartiene poco: forse sarebbe una svolta, ina scelta imposta che mi costringerebbe a mettermi in gioco e allontanarmi da una realtà che so appartenermi fino ad un certo punto. e l'evasione che mi tenta sembra allora una piccola cosa.
tic tac tic tac
alle
21:58
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venerdì 23 gennaio 2009
tentazioni primaverili
quando lo ritrovo a così poco?
sono molto molto molto tentata.
davvero troppo.
davvero.
troppo.
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alle
17:58
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mercoledì 3 dicembre 2008
il giro di boa settimanale
09.19 jour jour jour
13.06 fuck fuck fuck
18.27 ggrrr ggrrr ggrrr
21.11 wanna relax and sleep for a week........
21.45 run away.................
domani è per sempre domani o domani è un altro giorno?
per fortuna ho boards of canada nell'ipod, anche se ci vorrebbe il video dentro la mia palpebra quando dovrò chiudere gli occhi per non farmi accecare dal neon sul bus. in effetti oggi direi che è giorno da taxi. sono sempre di più, ma siamo nati per soffrire proprio fino alla fine? anche no..
13.06 fuck fuck fuck
18.27 ggrrr ggrrr ggrrr
21.11 wanna relax and sleep for a week........
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domani è per sempre domani o domani è un altro giorno?
per fortuna ho boards of canada nell'ipod, anche se ci vorrebbe il video dentro la mia palpebra quando dovrò chiudere gli occhi per non farmi accecare dal neon sul bus. in effetti oggi direi che è giorno da taxi. sono sempre di più, ma siamo nati per soffrire proprio fino alla fine? anche no..
martedì 2 dicembre 2008
sgrunt
pessime giornate. tutti isterici, me compresa.
vorrei avere una prospettiva di blu a cui guardare, invece non c'è neanche quella. rimane solo la notte, senza luci e senza voci attorno. sempre più fight club, ci sto dentro poco e andiamo peggiornando..
vorrei avere una prospettiva di blu a cui guardare, invece non c'è neanche quella. rimane solo la notte, senza luci e senza voci attorno. sempre più fight club, ci sto dentro poco e andiamo peggiornando..
mercoledì 26 novembre 2008
sabato 15 novembre 2008
le mie notti
alle
13:04
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venerdì 14 novembre 2008
per fortuna è venerdì
oggi è davvero una pessima giornata. ho bisogno di aria.............
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Rifletti per un minuto sulle persone che non ti vedono per come sei veramente. Tra loro non ci sono solo i tuoi nemici, ma anche degli alleati e delle persone che ami. Forse hai inconsciamente accettato il loro giudizio o sei rimasto intrappolato nell'opinione che hanno di te. Prova a pensare quanto sarebbe bello liberarti dalle idee e dalle aspettative degli altri. Immagina la soddisfazione di dover rendere conto solo alla tranquilla, piccola voce della tua lucida intuizione. Le prossime settimane saranno un ottimo momento per praticare questa forma d'arte superiore.
Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
Ti consiglio di leggere questi versi tratti da Los que no danzan della poetessa cilena Gabriela Mistral. "Dio chiese da lassù: 'Come faccio a scendere da questo azzurro?'. Noi gli dicemmo di venire a danzare con noi nella luce". Questo passaggio mi piace perché mi ricorda che niente è immutabile. Tutto si può cambiare. Perfino Dio deve essere aperto al cambiamento e alle nuove verità. A volte anche noi piccoli esseri umani dobbiamo aiutare Dio e insegnargli qualcosa. Non possiamo mai sapere da quale fonte modesta o inaspettata arriverà quello che ci serve. Che significano per te le parole di Mistral? Immagina di essere il dio della poesia. Da quale azzurrità sei pronto a scendere, e chi potrebbe invitarti a danzare nella sua luce?
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Rifletti per un minuto sulle persone che non ti vedono per come sei veramente. Tra loro non ci sono solo i tuoi nemici, ma anche degli alleati e delle persone che ami. Forse hai inconsciamente accettato il loro giudizio o sei rimasto intrappolato nell'opinione che hanno di te. Prova a pensare quanto sarebbe bello liberarti dalle idee e dalle aspettative degli altri. Immagina la soddisfazione di dover rendere conto solo alla tranquilla, piccola voce della tua lucida intuizione. Le prossime settimane saranno un ottimo momento per praticare questa forma d'arte superiore.
Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
Ti consiglio di leggere questi versi tratti da Los que no danzan della poetessa cilena Gabriela Mistral. "Dio chiese da lassù: 'Come faccio a scendere da questo azzurro?'. Noi gli dicemmo di venire a danzare con noi nella luce". Questo passaggio mi piace perché mi ricorda che niente è immutabile. Tutto si può cambiare. Perfino Dio deve essere aperto al cambiamento e alle nuove verità. A volte anche noi piccoli esseri umani dobbiamo aiutare Dio e insegnargli qualcosa. Non possiamo mai sapere da quale fonte modesta o inaspettata arriverà quello che ci serve. Che significano per te le parole di Mistral? Immagina di essere il dio della poesia. Da quale azzurrità sei pronto a scendere, e chi potrebbe invitarti a danzare nella sua luce?
martedì 11 novembre 2008
RATM

ho comprato un uzi, e sto meglio.
sarà l'affetto per tomb rider dei vecchi tempi quando stare ore davanti allo schermo significava un'altra cosa.. ora c'è il collirio, il resque e il pain balm della malesia.
vorrei che non fosse virtuale, l'uzi.
stanotte sognerò duelli feroci con tutti i nemici che mi inquinano la quotidianità.
mercoledì 29 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
questa famigerata questione dimensioni, secondo me..
si fa un gran parlare delle dimensioni.... non nel senso che capiti di continuo, ma è un discorso comune, che si ripropone, costantemente, sia con amici che con amiche..
io ora non vorrei fare la finta tollerante. quella che tanto non conta. conta eccome: se uno ce l'avesse da vergogna non me lo farei andare affatto bene, la vita è già amara, e le amicizie si differenziano dalle cose altre per il sesso, che sia anche miserabile.. anche no, proprio no. si vede che ho avuto culo nella vita, o è questione di parametri, o ci ho sempre preso.. possibile. l'unico che mi ricordo è appunto unico, altri hanno diversamente compensato anche se ce l'avevano che non mi piaceva (esempio storto, oppure sottile, o storto e sottile insieme.. contro ogni tentazione) ma questo è stato davvero l'unico a sfoderare qualcosa di vergognosamente piccolo. il preludio era da film: interno treno, ci fissiamo da roma a venezia, ma io appoggiavo la mia testa alla spalla di del mio trombamico adolescenziale, davanti avevo una prof e un compagno di classe che erano già piuttosto imterrogativi a fissare me e il mio trombamico.. con quello ci accontentiamo degli sguardi. qualche giorno dopo devo tornare a roma, un ic con aria condizionata che non funziona in pieno luglio, scene di panico da ferrovie dello stato.. vecchi che collassano e io che passeggio perchè ho l'impressione di stare meno peggio. mi tiro acqua in faccia, non sono l'unica. si apre una porta tra i due vagoni e ci scontriamo: dargliela mi è sembrato il minimo. nel mio film una cosa del genere non era contemplata... non ci volevo credere, ero lì con la nostalgia di un seghino a chiedermi "ma come fa a essere così disinvolto? non l'ha mai fatta una partita a calcio?", poi c'erano dei ragazzini (più ragazzini di noi) che ci spiavano da dietro gli alberi e mi sono distratta con le risate. questo è stato il peggio, l'unico memorabile appunto.
ho combattuto per anni anche con i luoghi comuni all'inverso.. dopo quattro anni con un cubano ne ho sentite a sufficienza (black bamboo è quella che mi risulta più insopportabile), e per anni io ho continuato a tentare di sfatare il mito (con tutto il rispetto per il negrone). once go black never go back non è una questione di dimensioni, ma sembra non ci sia verso di risultare credibile quando lo sostengo. è farlo sempre con la passione che altri ti rifilano solo in occasioni speciali, è guardarti sempre come la regina dell'universo anche quando ti senti uno schifo, è inventarsi cose, è farlo bene anche mentre dormi, cose così.. cose molto più interessanti di un righello. adesso la pianto, che altrimenti mi sale anche la nostalgia e mi spiego perchè sono rimasta lì tutto quel tempo nonostante tutto. non che questo fosse l'unico motivo.. ma se ci penso poi c'è il pericolo che mi vengano in mente anche gli altri, e tutte le cose carine che c'erano.. ma questo non è un post in suo onore, è troppo presto.
torniamo al punto.
i discorsi sulle dimensioni mi irritano. sarà per il mio radicato senso della giustizia impastato con il mio lato testosterone, ma mi irritano abbastanza.
avevo un'amica, quando ci raccontavami i rispettivi cazzeggi una delle sue prime domande era puntualmente "e come ce l'ha?", non si riferiva solo alle dimensioni, si aspettava una descrizione dettagliata non della scopata ma del coso, come se fosse quello a renderla appunto una scopata interessante o meno. mi sembrava già strano al tempo, ma eravamo - relativamente - giovani, pensavo fosse per questo. invece riscontro che è un tema che non passa mai di moda. io odio parlarne. ci sono casi eclatanti, troppo pochi perchè se ne parli. io poi non ho particolari difficoltà a parlare di sesso.. di questo secondo me si può anche fare a meno.
io ora non vorrei fare la finta tollerante. quella che tanto non conta. conta eccome: se uno ce l'avesse da vergogna non me lo farei andare affatto bene, la vita è già amara, e le amicizie si differenziano dalle cose altre per il sesso, che sia anche miserabile.. anche no, proprio no. si vede che ho avuto culo nella vita, o è questione di parametri, o ci ho sempre preso.. possibile. l'unico che mi ricordo è appunto unico, altri hanno diversamente compensato anche se ce l'avevano che non mi piaceva (esempio storto, oppure sottile, o storto e sottile insieme.. contro ogni tentazione) ma questo è stato davvero l'unico a sfoderare qualcosa di vergognosamente piccolo. il preludio era da film: interno treno, ci fissiamo da roma a venezia, ma io appoggiavo la mia testa alla spalla di del mio trombamico adolescenziale, davanti avevo una prof e un compagno di classe che erano già piuttosto imterrogativi a fissare me e il mio trombamico.. con quello ci accontentiamo degli sguardi. qualche giorno dopo devo tornare a roma, un ic con aria condizionata che non funziona in pieno luglio, scene di panico da ferrovie dello stato.. vecchi che collassano e io che passeggio perchè ho l'impressione di stare meno peggio. mi tiro acqua in faccia, non sono l'unica. si apre una porta tra i due vagoni e ci scontriamo: dargliela mi è sembrato il minimo. nel mio film una cosa del genere non era contemplata... non ci volevo credere, ero lì con la nostalgia di un seghino a chiedermi "ma come fa a essere così disinvolto? non l'ha mai fatta una partita a calcio?", poi c'erano dei ragazzini (più ragazzini di noi) che ci spiavano da dietro gli alberi e mi sono distratta con le risate. questo è stato il peggio, l'unico memorabile appunto.
ho combattuto per anni anche con i luoghi comuni all'inverso.. dopo quattro anni con un cubano ne ho sentite a sufficienza (black bamboo è quella che mi risulta più insopportabile), e per anni io ho continuato a tentare di sfatare il mito (con tutto il rispetto per il negrone). once go black never go back non è una questione di dimensioni, ma sembra non ci sia verso di risultare credibile quando lo sostengo. è farlo sempre con la passione che altri ti rifilano solo in occasioni speciali, è guardarti sempre come la regina dell'universo anche quando ti senti uno schifo, è inventarsi cose, è farlo bene anche mentre dormi, cose così.. cose molto più interessanti di un righello. adesso la pianto, che altrimenti mi sale anche la nostalgia e mi spiego perchè sono rimasta lì tutto quel tempo nonostante tutto. non che questo fosse l'unico motivo.. ma se ci penso poi c'è il pericolo che mi vengano in mente anche gli altri, e tutte le cose carine che c'erano.. ma questo non è un post in suo onore, è troppo presto.
torniamo al punto.
i discorsi sulle dimensioni mi irritano. sarà per il mio radicato senso della giustizia impastato con il mio lato testosterone, ma mi irritano abbastanza.
avevo un'amica, quando ci raccontavami i rispettivi cazzeggi una delle sue prime domande era puntualmente "e come ce l'ha?", non si riferiva solo alle dimensioni, si aspettava una descrizione dettagliata non della scopata ma del coso, come se fosse quello a renderla appunto una scopata interessante o meno. mi sembrava già strano al tempo, ma eravamo - relativamente - giovani, pensavo fosse per questo. invece riscontro che è un tema che non passa mai di moda. io odio parlarne. ci sono casi eclatanti, troppo pochi perchè se ne parli. io poi non ho particolari difficoltà a parlare di sesso.. di questo secondo me si può anche fare a meno.
venerdì 17 ottobre 2008
uffa
non dormo, sto anche un po' male..
uno di quei dolori sospetti da paranoia (cazzo..) e domani sarà un delirio, lo sarebbe stato comunque. sono rimasta a casa per fare la bravina e mi ritrovo in questa notte pallosa. non i succede mai.. non ci stava proprio.
uno di quei dolori sospetti da paranoia (cazzo..) e domani sarà un delirio, lo sarebbe stato comunque. sono rimasta a casa per fare la bravina e mi ritrovo in questa notte pallosa. non i succede mai.. non ci stava proprio.
martedì 30 settembre 2008
il w-end.... il riposo? anche no..
già capita spesso che l'aperitivo si trasformi in aperitivo lungo, giovedì era il mio compleanno, era piuttosto prevedibile! infatti io che sono una persona previdente e, dati gli anni di allenamento, sensibile alle cause che conciliano me stessa e le bollicine, avevo preso un giorno di ferie venerdì..
qui era il solito delirio e il mio buonsenso mi ha consigliato di venire in ufficio.
pessima idea: sono riuscita a perdere un sacco di treni, tutti.
saltata la gita in veneto, mi sono fatta il sabato in giro e il sabato sera a una festa. qui si è creata una simpatica situazione io + mio ex + sua nuova tipa (che mi odia) + telefonate di mia sorella che con gentilezza mi fa presente quanto sono stronza.
prima di trasportarmi a cuccia a casa ci è voluto un passaggio in un locale alla ricerca di un altro drink in pace e di facce amiche per farmi due risate.
quindi domenica mattina sveglia (!!) e giretto in veneto giusto per pranzare con i miei e non farmi odiare.
ovviamente visto che non ci vado mai sono stata intercettata anche da amici.. per fortuna guidare mi piace e amo guidare di notte. già lo so.. il problema non è mai la notte.
se il giorno dopo è anche lunedì è grigia.
lunedì. altro cartellino da timbrare. un aperitivo cena comodo comodo: a parma! ok.. è un'ora di macchina, si può fare.
una volta lì scopro che la cena non è proprio a parma parma, ma "comunque è vicino" ... sguardo interrogativo di rita.. gli agriturismi non sono mai di fianco alla tangenziale.. terrore latente... mezzoretta di macchina.. da che parte?
non poteva essere dalla parte di bologna.. no, ovviamente no. tento di godermi la cena evitando di infradiciarmi (che in mezzo a una decina di veneti non è un'impresa semplice) e di scappare verso mezzanotte. ritrovarmi a girare da sola in macchina per queste stradine di campagna fuori parma non è esattamente il mio ideale di lunedì sera dopo un fine settimana così. a farmi sentire meno sola e sperduta non c'è neanche una strisciolina simbolica nel'indicatore batteria del cellulare.
quando finalmente posso andare a 130 avvolta dalla musica mi rendo conto che nel mezzo delle corsie dell'autostrada mi sento un po' a casa. poi dovermi fermare in due autogrill diversi versione imputtanita, uno per non morire di sete e uno per fare benzina, circondata solo da camion (e relativi camionisti.. i camion fermi non spaventano nessuno) non è stato affatto entusiasmante.. almeno il benzinaio è stato carino. quando mi ha chiesto ma tu vivi qui o in paradiso? non ho neanche capito che era un complimento! per fortuna ci sono gli immigrati a farmi sorridere..
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saltata la gita in veneto, mi sono fatta il sabato in giro e il sabato sera a una festa. qui si è creata una simpatica situazione io + mio ex + sua nuova tipa (che mi odia) + telefonate di mia sorella che con gentilezza mi fa presente quanto sono stronza.
prima di trasportarmi a cuccia a casa ci è voluto un passaggio in un locale alla ricerca di un altro drink in pace e di facce amiche per farmi due risate.
quindi domenica mattina sveglia (!!) e giretto in veneto giusto per pranzare con i miei e non farmi odiare.
ovviamente visto che non ci vado mai sono stata intercettata anche da amici.. per fortuna guidare mi piace e amo guidare di notte. già lo so.. il problema non è mai la notte.
se il giorno dopo è anche lunedì è grigia.
lunedì. altro cartellino da timbrare. un aperitivo cena comodo comodo: a parma! ok.. è un'ora di macchina, si può fare.
una volta lì scopro che la cena non è proprio a parma parma, ma "comunque è vicino" ... sguardo interrogativo di rita.. gli agriturismi non sono mai di fianco alla tangenziale.. terrore latente... mezzoretta di macchina.. da che parte?
non poteva essere dalla parte di bologna.. no, ovviamente no. tento di godermi la cena evitando di infradiciarmi (che in mezzo a una decina di veneti non è un'impresa semplice) e di scappare verso mezzanotte. ritrovarmi a girare da sola in macchina per queste stradine di campagna fuori parma non è esattamente il mio ideale di lunedì sera dopo un fine settimana così. a farmi sentire meno sola e sperduta non c'è neanche una strisciolina simbolica nel'indicatore batteria del cellulare.
quando finalmente posso andare a 130 avvolta dalla musica mi rendo conto che nel mezzo delle corsie dell'autostrada mi sento un po' a casa. poi dovermi fermare in due autogrill diversi versione imputtanita, uno per non morire di sete e uno per fare benzina, circondata solo da camion (e relativi camionisti.. i camion fermi non spaventano nessuno) non è stato affatto entusiasmante.. almeno il benzinaio è stato carino. quando mi ha chiesto ma tu vivi qui o in paradiso? non ho neanche capito che era un complimento! per fortuna ci sono gli immigrati a farmi sorridere..
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